GENTE DI MARE







Livorno si è sviluppata intorno al suo porto e allo storico Cantiere Navale Luigi Orlando, nel quale sono state costruite, dal 1866 al 1997, 368 navi. Oggi il glorioso Cantiere non esiste più, ma Livorno conserva il fascino di tutte le città portuali dove le navi aspettano il loro turno alla fonda, divenendo parte imprescindibile del paesaggio. Queste navi le vedi poi arrivare o allontanarsi, in una continua girandola di vite che vanno e vengono con le proprie storie. Anche noi andiamo e veniamo, come navi, nel mare della vita.
Illustro questa poesia di mio figlio Matteo con foto del Cantiere nei primi anni del secolo scorso e con una delle ultime navi costruite (foto b/n per gentile concessione di Belforte Editore Libraio, foto a colori di S. Pucciarelli).
LIVORNO (di Matteo Pucciarelli)
Una
dieci
mille luci
navi verso l'orizzonte.
Ferme come lucciole cadute a terra
nel buio del mare la notte.
Tutte ti guardano
Livorno.
Sembrano fiocchi di vita nell'oscurità
si poggiano sul nulla e restano ad illuminare
lo sguardo di chi sogna.
L'alba è qui
pronti a riprendere il cammino
la gara a chi arriva primo
le gru salutano da lontano
loro non pensano
guardano e basta.
Riapre la porta del cantiere
classe operaia pronta per il paradiso
mentre questo mare torna a ruggire.
Livorno ti blocca il respiro
ti aspira le parole
ti scioglie l'animo
ti toglie la maschera.
Qui la nave non affonda
la vela non si piega
la bandiera non si ammaina
il vento non s'abbassa
la persiana non si alza.
E' l'alba
e io parto
Livorno lontana
ma ce l'ho ancora in gola.